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21/08/2010

Enrico Brignano a Taormina il 27 agosto

brignano.jpgUn "romano" doc al Teatro Greco di Taormina

Per Enrico Brignano essere romano è uno stato di fatto, da difendere a spada tratta, magari chiamando in causa "padri" illustri, insomma da Romolo e Remo in giù.

"Sono Romano ma non è colpa mia" lo spettacolo di Enrico Brignano, dopo aver riempito i teatri in inverno, è in giro sotto le stelle e approda venerdì 27 agosto alle 21,30 al Teatro Greco di Taormina, ospite della Peter Pan Iniziative.

I biglietti, disponibili sui circuiti Ctbox e Circuitoboxofficesicilia, costano 49, 38 e 27 euro rispettivamente per poltronissima, gradinata numerata e gradinata non numerata.

 

Note di regia

Curioso! Il nuovo spettacolo di Enrico Brignano, oltre che divertente è quantomeno anomalo. Per la prima volta il comico - almeno nel titolo - "Sono romano ma non è colpa mia" sta sulle difensive. Che cosa ha combinato? Da quale tremenda accusa cerca di difendersi? E soprattutto, perché non si è preso un buon avvocato... magari, "di grido"?

"Perché, primo: non mi piacciono gli schiamazzi nell'aula di un tribunale, specie quando il tribunale è un teatro con tanto di... pubblico accusatore, secondo perché sono abituato ad espormi in prima persona; odio demandare, perché come si dice "Demandare è lecito, rispondere è un eresia." "Sono romano ma non è colpa mia." Già nel titolo si intravede un timido tentativo di difesa. Siamo andati a scartabellare fra gli atti del processo teatrale: il primo e il secondo atto. La lista delle accuse è lunga: Discendenza colposa da Romolo e Remo, Nascita abusiva in città eterna (Roma), Vilipendio alla lingua italiana, Favoreggiamento del dialetto romanesco e Interesse privato in atti teatrali. Brignano si difenderà con la forza comica dei suoi argomenti, con l'ironia che lo contraddistingue e, da esilarante equilibrista, camminerà sul filo della memoria storica. Farà un doppio salto mortale all'indietro nel tempo, per capire la provenienza dei difetti e dei vizi dei suoi concittadini e, con occhio critico e senza pietà, abbatterà piedistalli importanti su cui troneggiano i personaggi più famosi dell' antica Roma.

In una scoppiettante arringa difensiva, farà rivivere la storia della città eterna dalla fondazione fino ad oggi. Brignano non risparmia nessuno, nemmeno se stesso, si racconta, racconta la sua adolescenza, le feste in garage, il primo amore, una parentesi sentimentale dove Enrico sa' essere persino romantico. Alla sua prima fiamma: Diana, dedica una delicata e struggente canzone d'amore. E di nuovo indietro nel tempo, mettendo a nudo l'indolenza dei suoi concittadini, la paciosa noncuranza del romano doc, sottolinea la differenza del suo, con gli altri popoli meno paciosi e più propensi alla rivolta verso il potere, facendo una esilarante carrellata fra i più famosi rivoluzionari della storia: Robespierre, Che Guevara, Lenin e Mao Zedong. In questa sua arringa difensiva, ci porta a spasso tra Roma antica e quella moderna, con i suoi cambiamenti, smascherando le contraddizioni di una metropoli moderna, che arranca cercando di stare al passo coi tempi ...che corrono, tentando senza riuscirci, di risolvere i mille problemi che l'assillano. Da perfetto funambolo, Brignano fonde meravigliosamente difesa e accusa in un racconto teatrale, armonico e pieno di divertimento. Non cerca assoluzioni ...lui discendente di Romolo e Remo, chiede solo le attenuanti generiche...anzi genetiche! Il DNA non è acqua e "le origini non sono bruscolini, sono il principio di tutti li destini." Se il destino di Brignano è quello d'essere Romano fino al midollo, il destino del suo pubblico è quello di divertirsi.

11:08 Scritto da: pwnews in eventi, incontri e convegni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | |  del.icio.us | | Digg! Digg