18/08/2010
A Bisacquino il I Premio Frank Capra per giovani registi
Nel 1903 partiva dal porto di Palermo il piroscafo Germania con il suo consueto carico di emigranti e sogni. In terza classe, la famiglia Capra di Bisacquino, padre, madre e sette figli, tra cui Francesco Rosario, sei anni appena. 13 giorni di navigazione infernale, l'arrivo a New York e il trasferimento - mangiando soltanto pane e banane - in California dove viveva uno zio. Qui la famiglia Capra inizia la vita degli emigranti, ma il piccolo Frank si distingue subito per la sua voglia di riuscire a realizzare il cosiddetto "sogno americano". A differenza dei fratelli, insiste per studiare (diventa ingegnere), scopre letteratura e poesia, vuole scrivere. Fa i mestieri più diversi - strillone, cantante nei bordelli, bidello - ma alla fine riesce ad avvicinarsi al cinema, dalla porta di servizio visto che faceva il tuttofare nel backstage. Settant'anni dopo, tre Oscar alla regia, innumerevoli altri riconoscimenti e una stella sul Walk of Fame, Frank Capra volle ritornare a Bisacquino: era il 30 aprile 1977, fu accolto da eroe, giunsero nel paesino in provincia di Palermo gli inviati nazionali ed internazionali per raccontare l'arrivo del grande regista e l'incontro con i familiari rimasti.
A distanza di oltre trent'anni, il Comune di Bisacquino ha deciso di intitolare al regista il "Primo Premio Frank Capra" per giovani registi. Nei mesi scorsi è stato bandito un concorso per la realizzazione di cortometraggi da realizzare nel territorio comunale, ispirati alla figura di Frank Capra: quattro giovani registi - Paolo Paparcuri, Ugo Flandina, Giuseppe Paterno e Salvatore Spata - hanno girato quindi nei giorni scorsi a Bisacquino, trasformato in un set a cielo aperto, invaso da altrettante troupe.
I film, molto vicini alla fiction, saranno il cuore di un mini festival che da venerdì (20 agosto) a domenica (22 agosto) animerà Bisacquino.
Il festival - ideato da Giuseppe Gigliorosso, prodotto e organizzato dal comune di Bisacquino guidato dal sindaco Filippo Contorno, e dall'assessorato Attività produttive, con a capo Gianvito Gaudiano - si articola in tre serate in piazza Triona, condotte da Giuseppe Santostefano. Verranno proiettati i film in concorso, giudicati da una giuria popolare e da una giuria di esperti del settore. Verrà premiato il miglior film, e assegnati i premi "Bisacquino - tra Cinema e Teatro" (all'attore Paride Benassai), "Bisacquino - Cinema in Sicilia" al critico Alessandro Rais, "Bisacquino - Cinema Ribelle" al regista Marco Amenta e all'attrice Lucia Sardo.
Inoltre sarà preparato uno Spazio Rai in cui saranno proiettati i migliori reportage del programma "Mediterraneo" sul tema dell'immigrazione vista dalla parte degli extracomunitari
I QUATTRO FILM IN CONCORSO
"Meet Frank" di Paolo Paparcuri
L'emigrante Mimì, diretto in America, muore in un naufragio. Ritorna al suo paese, Bisacquino, come un angelo, un angelo senza ali. Per ottenerle dovrà aiutare un povero ciabattino a realizzare il suo sogno: andare in America e incontrare il famoso regista Frank Capra.
"Un angelo con le...pellicole" di Ugo Flandina
Enrica è la nuova assistente di produzione di una società cine-televisiva di Palermo. Il regista deve realizzare un film su Frank Capra e si incarica Enrica di recarsi subito a Bisacquino, paese d'origine di Capra, per raccogliere notizie legate al regista, offrendole così l'occasione di mettersi alla prova. Enrica arriva a Bisacquino, ma incontra molte difficoltà ed è preoccupata di deludere il capo. La fede, o forse un po' di fortuna, la aiuteranno ad affrontare la situazione.
"Le faremo sapere" di Giuseppe Paternò
Bisacquino. Giorni nostri. Un'attrice partecipa al casting di un musical tratto da "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Che il provino abbia inizio!
"Io, te e loro" di Salvatore Spata
L'esodo come un ritorno. E' la storia di un racconto, di un argomento che parte dal silenzio e che si esplicita nella magia dell'arte, nella contemporaneità del luogo, nella semplicità dei personaggi e nella fantasia del contrario. Un contrario che parte dal tema. L'emigrazione
FRANK CAPRA. Il sogno americano, da Bisacquino al Walk of Fame
Francesco Rosario (Frank) Capra nacque il 18 maggio 1897 a Bisacquino, morì nel sonno il 3 settembre 1991 a La Quinta, in California. Un bell'uomo di un metro e settanta che amava ricordare spesso il suo passato di povero emigrato siciliano. Con i suoi sei fratelli, Frank Capra partì a sei anni per l'America, il 10 maggio 1903. 13 giorni infernali a bordo della nave Germania, che attraccò a New York il 23 maggio. "Non c'era ventilazione, e puzzava come l'inferno - avrebbe raccontato in seguito - . Sono tutti miserabili. E' il luogo più degradante che si possa pensare, sempre in movimento, al vento e al freddo, sotto la pioggia, con le onde che investivano la nave. Un inferno, tutti erano malati, vomitavano, i bambini hanno pianto tutto il tempo". La famiglia Capra salì su un treno che andava verso sud per raggiungere la California, dove viveva lo zio Benjamin. Nel viaggio genitori e bambini vissero di pane e banane, non sapevano una parola di inglese, e quindi non potevano chiedere altri cibi. Il 3 giugno, la famiglia Capra arrivò a Los Angeles, a quel tempo una piccola città di circa 102.000 persone, e si stabilì presso Benjamin. A settembre il piccolo Frank andò a scuola , all'elementare Castelar. Sei anni dopo, a dodici anni, Frank iniziò a frequentare la Manual Arts High School: metteva insieme qualche soldo vendendo giornali dopo la scuola e il sabato lavorava con il fratello Tony. Più tardi si unì a un gruppo di musicisti che suonava nei bordelli di Los Angeles, dove le canzoni popolari dei ragazzi erano pagate un dollaro al giorno. Diventato più grande, Frank lavorò anche come bidello al liceo, prima di entrare in classe. E fu proprio al liceo che il ragazzo iniziò ad avvicinarsi al teatro, lavorando nel back-stage come elettricista.
La famiglia Capra premeva perché Frank abbandonasse la scuola e si cercasse un lavoro, ma il ragazzo aveva perfettamente compreso che per realizzare il suo "sogno americano" doveva ottenere un minimo di istruzione. Capra in seguito ricordò "Pensavo di essere un barbone. Mia madre cercava di farmi lasciare la scuola, i miei insegnanti mi spingevano ad andare avanti ... Non ho ceduto, volevo vincere la mia lotta".
Frank Capra ottiene il suo diploma di scuola superiore il 27 gennaio 1915, e nel settembre dello stesso anno entrò al Collegio Throop of Technology (più tardi il California Institute of Technology) per studiare ingegneria chimica. L'iscrizione annuale della scuola costava 250 dollari, soldi che la famiglia sborsò, ormai rassegnata al fatto di avere uno studioso in casa.
Il collegio Throop aveva un settore Belle arti, e qui Frank Capra scoprì la poesia e i saggi di Montaigne. Solo in seguito decise di iniziare a scrivere. "La lingua è stata una scoperta, poi è venuta la poesia. E' stata la grande svolta della mia vita, non pensavo potesse esistere qualcosa di così bello", scrisse in seguito.
Frank Capra ottenne un premio di 250 dollari per gli ottimi voti. Parte del suo premio consisteva in un viaggio di sei settimane negli Stati Uniti e Canada. Quando il padre di Capra, Turiddu, morì nel 1915, Frank cercò di mantenersi agli studi lavorando nel campus: si occupava del bucato. All'entrata in guerra degli Stati Uniti, nel 1917, Frank tenta di arruolarsi: scoprirà in questa occasione di non essere mai stato naturalizzato americano (lo diventerà nel 1920). Gli fu concesso di entrare nell'esercito soltanto come parte della artiglieria costiera. Capra divenne un ufficiale di approvvigionamento per i soldati fino all'armistizio. Si ammalò di Spagnola e fu congedato: si trasferì dal fratello Ben a Los Angeles e rispose ad un annuncio di John Ford che cercava comparse per un suo film . Durante le riprese conobbe Harry Carey, che sarà poi tra gli interpreti di "Mr. Smith va a Washington" (1939) per il quale verrà nominato all'Oscar come miglior attore non protagonista.
Capra fece i lavori più diversi, compreso il fattorino e il potatore di aranci a 20 centesimi al giorno. Continuò ad essere impiegato negli studi cinematografici e riuscì a comprare un monolocale indipendente tra il Sunset Boulevard e Gower Street, che in seguito divenne la sede della Columbia Pictures. Dopo diversi tentativi come redattore e regista, si trasferì a San Francisco, dove divenne libraio e venditore porta a porta. Si parlò anche di gioco d'azzardo, e di venditore ambulante specializzato in titoli privi di valore.
Nel 1922, dopo aver compiuto limitate esperienze di aiuto-regia non accreditate, si propone come regista a Walter Montague (a 75 dollari a settimana) , produttore dei Fireside Studios, e dirige il cortometraggio Fultah Fisher's Boarding House. Negli anni successivi ricopre il ruolo di tuttofare del set ("jack-of-all-the-trades"), svolgendo gli incarichi più diversi (impiegato in un laboratorio di sviluppo e stampa, montatore, trovarobe), fino a diventare "gag writer" e sceneggiatore, per la serie comica Our Gang, prodotta da Hal Roach. Comincia la propria formazione come regista con Mack Sennett, alla Keystone, quindi lavora alla First National con il comico Harry Lingdom. Da lì a poco sarebbe arrivato il rapporto con la Columbia, il rapporto con Barbara Stanwyck, e l'avvio della sua carriera da regista da Oscar (tre alla regia, in tutto 14 riconoscimenti e una stella sul Walk of Fame).
Frank Capra è stato uno dei registi più importanti dell'epoca d'oro di Hollywood, fra gli anni '30 e '40 autore di alcuni film memorabili, commedie e apologhi morali, caratterizzati da un ottimismo utopistico, consolatorio, ma non banale, capaci di divertire ed insieme commuovere il pubblico. Esempio perfetto del self made man, umile emigrante diventato celebrità internazionale, "un'ispirazione per chi crede nel Sogno americano" (John Ford), è stato il massimo cantore dell'american way of life. Fra le sue inimitabili commedie, l'"on the road" Accadde una notte (It Happened One Night) (1934), la "trilogia sociale" È arrivata la felicità (Mr. Deeds Goes to Town) (1936), Mr. Smith va a Washington (Mr. Smith Goes to Washington) (1939), Arriva John Doe (Meet John Doe) (1941) e la "favola natalizia per eccellenza", La vita è meravigliosa (It's a Wonderful Life) (1946). Ma nei suoi film non c'è alcuna traccia della sua provenienza originaria, più volte lo stesso Frank Capra ha affermato di non avere alcun ricordo dei suoi primi anni di vita, in Italia: "quando partimmo da Palermo e arrivammo nell'oceano aperto, era una cosa così meravigliosa che tutta la memoria precedente era scomparsa. Quello è il momento originario. Da lì parte la mia memoria".
13:32 Scritto da: pwnews in eventi, incontri e convegni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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