16/12/2008
Ordine ing.: PM10 in crescita nelle periferie.
POLVERI SOTTILI A PALERMO, DATI IN CRESCITA IN PERIFERIA
DA RIVEDERE LA COLLOCAZIONE DELLE CENTRALINE DI RILEVAMENTO
I dati in un rapporto curato dall’Ordine degli ingegneri
Palermo è la città in Italia con il maggior numero di centraline attive per il rilevamento delle polveri sottili: nove, a fronte delle quattro di Roma e delle due di Milano. Ma solo due (piazza Giulio Cesare e piazza Castelnuovo) rientrano nelle zone a traffico limitato o generalmente interessate dagli altri provvedimenti restrittivi da parte dell’amministrazione comunale. Inoltre va rivista anche la collocazione di alcune delle centraline di rilevamento (piazza Unità d’Italia, piazza Castelnuovo, via Belgio, via Di Blasi, piazza Indipendenza, piazza Giulio Cesare): sono troppo vicine ad alberi imponenti che possono influenzare le misurazioni delle polveri sottili. Il fogliame, infatti, costituisce una barriera alle PM10 che si depositano su di esso per poi essere cedute nei giorni di maggiore intensità di vento. Dunque è buona norma che le misurazioni avvengano in spazi liberi, lontane da alberi.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nel “Rapporto sulla qualità dell’aria a Palermo”, curato dall’ingegnere Aldo Bertuglia per conto dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Palermo, e presentato oggi nel corso del convegno “Il termovalorizzatore nel giardino di casa mia?”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri, dall’Orsa e dalla Facoltà d’Ingegneria di Palermo.
Dall’analisi dei dati viene fuori che i valori sono più sovente superati nelle centraline periferiche al di fuori delle Ztl piuttosto che in quelle che si trovano all’interno delle aree del centro cittadino. Questo dimostra che i provvedimenti restrittivi della circolazione nelle zone centrali non risolve il problema ed anzi lo aggrava, determinando una concentrazione maggiore nelle arterie periferiche o perimetrali. Basta guardare i dati dei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno, per osservare come i valori limite del particolato siano stati superati per 25 volte, anche in presenza di zone blu, Ztl e targhe alterne.
Il dossier analizza poi tre aspetti considerati i maggiori responsabili della produzione di polveri sottili.
1) Il traffico. Considerato non sempre giustamente capro espiatorio da parte dell’amministrazione comunale. È fondamentale la realizzazione di un piano traffico mirato a risolvere i problemi reali. Privilegiamo la tesi di un’area centrale riservata esclusivamente ai pedoni. La politica di sclerotizzazione del Comune, che nella stessa strada a doppio senso propone di far circolare autobus, automobili, moto, biciclette deve essere rivisitata. Riteniamo che basterebbe dedicare l’asse tra piazza Vittorio Veneto e piazza Giulio Cesare esclusivamente al traffico dei mezzi pubblici per creare, di fatto, una metropolitana di superficie su gomma che da subito potrebbe risolvere il problema di accesso al centro.
2) Attività del porto. Tra gennaio e settembre 2008 sono transitate dal porto di Palermo 5.100 navi gran parte delle quali, per l’intera durata della sosta in banchina non spegne mai i motori per consentire le attività di bordo. Se si considera il traffico portuale è evidente il contributo dato all’inquinamento atmosferico e basta guardare gli edifici di via Crispi per averne una dimostrazione. Marsiglia ha vincolato l’accesso delle navi nel proprio porto alla certificazione che i carburanti abbiano un contenuto di SO2 minore di alcuni limiti fissati a livello europeo.
3) Riscaldamento domestico. La maggior parte del riscaldamento domestico, a Palermo, è ancora oggi prodotto da caldaie a gasolio. È necessario per questo avviare una politica di controllo sulle emissioni inquinanti di queste caldaie obsolete. Da un recente studio condotto a Bologna è venuto fuori che, dal punto di vista delle emissioni di sostanze inquinanti, un’ora di funzionamento di una caldaia a gasolio, equivale a 250 vetture in movimento per la stessa durata di tempo. E che 800 condomini che tengono il riscaldamento acceso per 12 ore, producono la stessa quantità di smog di 2,4 milioni di veicoli circolanti per le stesse 12 ore.
20:41 Scritto da: pwnews in ZTL, traffico e mobilità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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